Possiamo pensare al DNA come a un codice a barre molto lungo “stampato” su tutte le cellule del nostro corpo: è presente nei globuli bianchi del sangue, nelle cellule epiteliali che compongono la nostra pelle, nel bulbo pilifero di ciascun capello, …
Questo codice a barre contiene tantissime informazioni, alcune comuni a tutti gli esseri umani, altre assolutamente uniche e individuali, che variano da persona a persona. Queste ultime sono quelle che ci permettono di dire con assoluta certezza se un campione biologico appartiene a una persona anziché a un’altra.
La parte “variabile” del DNA non viene determinata a caso ma viene stabilita nel momento del concepimento in base al DNA della madre e del padre. Infatti il DNA di ciascun individuo “ricalca” per metà il DNA di un genitore, per l’altra metà quello dell’altro.
Basandosi su questo principio è possibile eseguire un’analisi genetica di paternità, maternità o parentela. Questi test prevedono il confronto dei profili genetici di più soggetti e verificano se parte del DNA è “sovrapponibile”:
- DNA di padre e figlio devo coincidere per la metà;
- DNA di madre e figlio devo coincidere per la metà;
- DNA di nonno paterno e nipote maschio devono avere lo stesso cromosoma Y;
- (leggi maggiori informazioni sui test di parentela o contattateci via e-mail o telefonicamente).
Le sezioni di DNA che vengono confrontate durante un’analisi di paternità sono “non codificanti”, cioè non danno alcuna informazione sull’eventuale predisposizione genetica dell’individuo a sviluppare specifiche patologie, a presentare determinati caratteri fisiologici o psicologici.
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